Vitamina E

Vitamina E (tocoferolo), cos’è?

vitamina E (tocoferolo)La vitamina E, anche chiamata alfa-tocoferil-acetato, tocoferolo o tocoferoli, è una vitamina che venne scoperta nel 1922 da Herbert Evans e dalla sua assistente Katherine Bishop.
I due dimostrarono che i topi che venivano alimentati con certe diete presentavano un certo disordine riproduttivo. Nelle femmine si verificava la cosiddetta sterilità da riassorbimento; gli animali potevano essere fecondati normalmente da maschi sani, ma gli embrioni morivano dopo circa 12-14 giorni, ed il tessuto che era stato formato veniva quindi invaso da piccoli vasi sanguigni e riassorbito. I topi maschi divenivano sterili perché i loro spermatozoi venivano a perdere la loro mobilità.
Allo stesso tempo avveniva una degenerazione dei testicoli. Poco tempo dopo questa scoperta divenne ovvio che i sintomi osservati non erano quelli di un’intossicazione, ma di una mancanza. L’agente mancante che veniva chiamato tocoferolo mostrava di essere largamente diffuso in natura e sembrava essere una nuova vitamina. La vitamina, designata nell’ordine alfabetico come vitamina E, venne isolata in forma pura dall’olio del seme di grano nel 1936 e da questa la struttura chimica poté essere determinata. Attualmente sono conosciuti otto tocoferoli ed essi dimostrano una variazione considerevole nell’attività della vitamina E. Sono sostanze oleose gialle che ritardano l’ossidazione degli oli e dei grassi naturali, prevenendo così la rancidità.

La vitamina E svolge inoltre un ruolo essenziale nel mantenimento di una normale struttura cellulare, nel rallentare il processo di invecchiamento delle cellule e nel permettere l’attività di alcuni enzimi. La vitamina E protegge i polmoni e altri tessuti dalle lesioni causate da agenti inquinanti e i globuli rossi dalla distruzione da parte di sostanze tossiche.

La vitamina E è ottenibile senza ricetta in alcuni preparati a base di un unico ingrediente o multivitaminici e minerali; per molti altri è richiesta invece la ricetta medica. La vitamina E costituisce anche l’ingrediente di diverse creme per la pelle.

Dove trovarla?

La vitamina E si trova prevalentemente negli oli di origine vegetale; l’olio costituisce infatti un’ottima fonte alimentare e naturale di questa vitamina. Altri alimenti ricchi di vitamina E sono le verdure a foglia larga, i cereali integrali, il germe di grano e le piante leguminose.

Il grasso animale generalmente non contiene vitamina E o ne contiene poca. Gli oli vegetali contengono prevalentemente due tocoferoli, cioè alfa-tocoferolo (il più attivo biologicamente) e gamma-tocoferolo; quest’ultimo possiede circa il 15% di attività di alfa-tocoferolo.

In genere, un regime alimentare equilibrato fornisce quantità sufficienti di vitamina E, e quindi è raro che ci sia bisogno di integrazioni. Tuttavia, i soggetti che fanno uso di grandi quantità di grassi polinsaturi sotto forma di oli vegetali, specialmente se utilizzati per friggere o cuocere ad alte temperature, possono avere bisogno di integrazioni. La vitamina E è consigliata anche per i prematuri e gli individui affetti da disturbi dell’assorbimento, da malattie epatiche o da fibrosi cistica.

Fabbisogno giornaliero

Il fabbisogno quotidiano di vitamina E è espresso in mg di tocoferolo equivalenti (TE). Secondo i LARN (Livelli di Assunzione Raccomandati di Nutrienti), le dosi giornaliere consigliabili sono:

  • 3 mg TE (dalla nascita ai 6 mesi);
  • 4 mg TE (6 mesi – 1 anno);
  • 5 mg TE (1-3 anni);
  • 6 mg TE (4-6 anni);
  • 7 mg TE (7-9 anni);
  • 8 mg TE (10-12 anni);
  • 8-10 mg TE (rispettivamente per femmine e maschi dai 13 anni in avanti).

Durante la gravidanza e l’allattamento è bene aumentare le dosi rispettivamente di 1 e 3 mg TE

Sintomi di carenza

La carenza di vitamina E provoca la distruzione di globuli rossi (emolisi) e quindi anemia.

vitamina EA parte il disordine riproduttivo i più importanti sintomi della mancanza di vitamina E sono un disordine muscolare (miopatia) e l’anemia, malattia caratterizzata da pallore, spossatezza, difficoltà respiratorie e palpitazioni. In casi isolati  possono apparire simultaneamente tutti e tre i sintomi di mancanza, ma generalmente uno dei sintomi, secondo la specie animale implicata, si evidenzia. Il disordine muscolare è il più comune e tra le specie in cui si trova vi sono: conigli, maiali, pecore, anatre.

L’anemia, che è il sintomo predominante nelle scimmie, sembra dovuta in primo luogo ad un disordine nella formazione (ematopoiesi) dei globuli rossi.

Sintomi di mancanza che possono essere esclusivamente attribuiti alla mancanza di vitamina E, non sono stati rilevati nell’uomo. Sono stati descritti un certo numero di casi concernenti bambini sofferenti di gravi anemie principalmente dovute alla mancanza di proteine e nei quali la vitamina E risultava essere particolarmente efficace per la cura. Questi risultati sono stati confermati da esperimenti fatti sui topi.

Dopo che la vitamina E venne scoperta, vennero effettuate ricerche su larga scala per cercare e trovare possibili applicazioni in diverse malattie. Gli studi sull’influenza della vitamina E sulle malattie muscolari non hanno ancora dato dei risultati convincenti, ma sembra possibile un effetto preventivo nei disordini riproduttivi, in particolare nei casi di minaccia d’aborto abituale. Recenti ricerche hanno stabilito che la vitamina E potrebbe avere un possibile valore nella prevenzione ed il trattamento di alcune malattie virali, in particolar modo dell’influenza.

Nei neonati, la carenza di questa vitamina determina irritabilità e ritenzione idrica.
In caso di carenza di vitamina E, le dosi consigliate, in adulti e bambini, sono da quattro a cinque volte il fabbisogno giornaliero.

Per quanto riguarda i sintomi e i rischi di un uso eccessivo di vitamina E, gli effetti sfavorevoli sono rari, ma l’uso prolungato di dosi superiori a 250 mg il giorno causa nausea, dolori addominali, vomito e diarrea. Dosi elevate di vitamina E possono anche ridurre la capacità di assorbimento intestinale delle vitamine A, D e K.